Silvestro
... conosciuto anche come Pino, è il fratellino adottivo della piccola ultima arrivata.. Trovato anche lui in mezzo alla strada, se non inchiodavo e lo prendevo, finiva sicuramente sotto ad una macchina. Era terrorizzato, tremava e non si muoveva, ora in casa invece è vivacissimo e fa tenerezza vedere che i due piccolini stanno sempre insieme :D

Yourban 300
E’ vero che son motociclista, ma è altrettanto vero che non son un purista e nutro interesse anche verso il settore degli scooter. Oggi son stato a provare il nuovo MP3 Yourban 300 della Piaggio in vista di un possibile acquisto (lo userebbe soprattutto mia mamma però a dire il vero). Le testuali parole della Robi quando gliel’ho detto: <<Cioè, ti sei preso la macchina con due porte in meno e ora ti prendi lo scooter con una ruota in più? Ma tu non sei mica a posto!>>. Che sia a posto o meno non mi interessa, la curiosità era tanta e visto che c’è stata la possibilità di fare una prova in strada, ho pensato bene di approfittarne :-P.
Esistono due motorizzazioni per questo scooter: 125cc e 300cc e per ogni motorizzazione si può poi di scegliere tra due versioni: una con il bloccaggio elettronico della sospensione anteriore e con il freno di stazionamento, l’altra senza queste due caratteristiche. Io ho provato la 300cc full optional :D.
Cominciamo col chiarire un punto che, stando a quello che mi ha detto il concessionario, è frainteso dalla maggioranza: lo scooter non sta fermo in piedi da solo a meno che non si blocchi la sospensione anteriore! Mi è parso molto strano che molti non avessero chiaro quest’aspetto, ma forse io lo davo per assodato e scontato perché sono del settore. Quando si monta in sella, anche a scooter fermo, bisogna mettere giù i piedi se non si vuole cadere, altrimenti, data la natura basculante della sospensione anteriore, il mezzo si piega. Ecco quindi che grazie al bloccaggio elettronico di quest’ultima, si può ovviare questo “problema” e ci si può fermare e parcheggiare senza il bisogno di un cavalletto e senza necessità di mettere giù un piede. Sul manubrio infatti è presente un interruttore che permette il bloccaggio della sospensione a patto che la velocità di marcia sia pari od inferiore ai 10 km/h. L’unico inconveniente che ho riscontrato è che a quelle velocità, come accade quando ad esempio ci si sta fermando ad un semaforo, per sapere se si può o meno inserire il blocco, bisogna guardare il cruscotto e vedere se si è accesa la relativa spia. Il fatto è che a basse velocità, se si distoglie lo sguardo dalla strada, si inizia a perdere l’equilibrio e quando si blocca la sospensione la si blocca magari in posizione non completamente dritta e quando ci si ferma si deve comunque mettere giù un piede visto che lo scooter è bloccato di traverso. Per fortuna questo inconveniente è tale solo nei primi utilizzi, dopo quattro o cinque arresti si inizia a capire da che velocità è possibile inserire il blocco senza guardare il cruscotto e fermarsi in posizione giusta diventa praticamente naturale – anche se, devo ammetterlo, una volta fermo o quasi mi è sempre venuto l’istinto di mettere giù un piede :-P.
Ma passiamo alle impressioni di guida. Ho avuto modo di guidarlo per 25 minuti circa in città, quindi ho potuto saggiare le sue qualità nel traffico, sull’asfalto e sul pavé. Il 300cc è brillante e scatta dai 0 agli 80 km/h in pochissimo tempo – non ho osato di più dato che appunto ero in centro urbano e dato che lo scooter in prova era nuovo e quindi in rodaggio. L’avantreno, per il fatto di avere i due dischi dei freni sulle due ruote, da l’impressione di essere molto solido e le frenate decise non scompongono il mezzo mettendo in condizioni di pericolo il conducente. Ho avuto difficoltà a fare la primissima curva: anche se sapevo che andava guidato come un qualsiasi altro mezzo a due ruote, la consapevolezza di essere su un triciclo mi ha messo nella condizione di dover pensare a come comportarmi. Fatta piano e tolta ogni paura su come fare, le restanti curve son venute tutte da se :D. La curiosità mi ha spinto a vedere fino a che angolo la sospensione è in grado di oscillare e, non volendolo provare io, ho chiesto al concessionario che mi ha garantito si possa arrivare fino a 40° di piega – anche perché, a sue parole, oltre inizia a sfregare sull’asfalto il cavalletto :-P. Nota dolente è forse l’agilità in rapide curve, nelle gimkane tra le macchine in coda insomma, perché il mezzo, per ovvie ragioni, è più pesante degli altri scooter di pari cilindrata. Ma alla fine è una cosa minima, a cui non ci si fa conto più di tanto.
Insomma un mezzo che per la città è veramente molto comodo e divertente da usare e, se poi si conta il fatto di avere a disposizione più potenza frenante e una maggiore stabilità anche in condizioni di attrito ruota-strada ridotto, utilizzabilissimo anche d’inverno visto che permette al conducente un margine più elevato d’errore. Un mezzo che di sicuro non passa inosservato – e per fortuna che l’estetica è stata completamente rivista dal suo predecessore!! – visto che ogni volta che mi fermavo ad un semaforo si giravano tutti a guardare. Se poi alla fine lo prenderemo davvero e avrò modo di provarlo a fondo, beh allora vedremo se queste prime impressioni saranno confermate o meno.
Una nuova micina
Chi va piano...
SPANC!
Ovvero Space Pirate Amazon Ninja Catgirls! è un gioco della Steve Jackson Games (la stessa casa editrice di Munchkin per intenderci) che ho avuto modo di comprare abbastanza di recente. Il gioco è disponibile solo in lingua inglese anche se a dire il vero questo non è un proprio un problema visto che le carte son solo illustrate e l’unica cosa che c’è da leggere è il regolamento – molto semplice tra l’altro.
Ma veniamo al gioco. Premetto che mi son fatto abbindolare dal fatto che è edito dalla stessa casa di Munchkin e pensavo fosse qualcosa di altrettanto divertente. Purtroppo tutte le mie aspettative son state un po’ deluse visto che alla fine non è tanto un gioco di carte, quanto più un gioco di dadi. Infatti, dopo che ogni giocatore ha schierato la propria ciurma di catgirls deve affrontare diverse sfide legate ad una delle quattro caratteristiche di ogni personaggio – per l’appunto space pirate, amazon, ninja e catgirl – e l’unico modo di superare queste sfide è avere fortuna con i dadi. Per ogni sfida si lanciano due dadi e si deve confrontare il risultato ottenuto con il valore richiesto per superare la sfida. Molto semplice come gioco, la vittoria va a chi per primo riesce a collezionare tot gettoni ognuno dei quali può essere ottenuto superando determinate sfide. Siccome di fatto ogni giocatore vince o perde le sfide indipendente dagli altri, hanno pensato bene di aggiungere al termine di ogni turno delle battaglie tra i giocatori con lo scopo di rubarsi gettoni e oggetti. Eccezion fatta per questa fase – misera e non sempre presente rispetto a tutte le altre – in cui ci si può amichevolmente scannare ed insultare tra amici, il resto del gioco appare veramente monotono e facilmente ci si stanca. Insomma, di sicuro non è uno di quei gioconi che consiglio – anche perchè chi mi conosce di persona sa che adoro giochi decisamente più comlessi, soprattutto se di carte – al massimo può andare bene una sera ogni tante – e tante altre ancora – per passarsi via tra una chiacchera e l’altra senza doversi concentrare troppo sul gioco.
Un primo leggero e gustoso
- 500 gr di seppioline pulite (ovvero o le prendete surgelate già tali, o se le prendete fresche dovete spellarle, rimuovere l’osso inferno, il becco e la vescica dell’inchiostro per poi lavarle)
- 300 gr di pipe rigate
- 1/2 cipolla (preferibilmente rossa)
- 500 ml di brodo vegetale (va benissimo farlo con un dado vegetale)
- un barattolo da 400 gr di piselli finissimi
- 500 ml di passata di pomodoro
- peperoncino
- olio extravergine d’oliva
- vino bianco
- sale
Ma come si fa…
… a tornare sul CBR dopo aver provato la Ducati Multistrada 1200??? Lo scorso martedì ho avuto il piacere di effettuare un test ride sulla nuova – non tanto a dire il vero visto che è uscita già da un annetto – sport tourer made in Borgo Panigale. Ad impatto visivo bisogna dire però che ha una forma veramente molto particolare e, se devo esser sincero, esteticamente il muso non mi piace molto, colpa di quelle prese d’aria che vengono in fuori e che mi ricordano molto le mandibole delle formiche. Però una volta in sella tutto cambia! La seduta era veramente comodissima, postura completamente eretta e quindi zero fatica sulla schiena. Il manubrione largo poi la rendeva maneggevole come una bicicletta, insomma, tutto un altro mondo rispetto all’impostazione da supersport a cui mi ha abituato la fedele CBR. Ma il bello di questa moto è ovviamente il motore e l’elettronica ad esso associato. Con un piccolo selettore sul manubrio è possibile cambiare anche in marcia la mappatura della centralina in 4 posizioni differenti: sport, tourer, urban ed enduro. Le modalità urban ed enduro riducono di 50cv netti la potenza massima erogata dal motore e la modalità pensata per la città rende la moto similissima ad uno scooterone, giusto per non creare situazioni difficoltose tra una chicane e l’altra. Inutile dire che ho provato la modalità urban per forse 5 minuti – la modalità enduro non l’ho nemmeno toccata – e dopo son stato tutto il tempo su sport o tourer :P. Il motore in questo caso cambia radicalmente e scarica tutti i suoi 150cv, più fluidamente nella mappa tourer e ovviamente più aggressivamente nella modalità sport. Tra l’altro, con il cupolino così alto non ti accorgi nemmeno della velocità – e questo forse è un male. Motore estremamente elastico, che riprende bene anche in sesta a bassi giri – ma del resto è un bicilindrico da 1200cc – e che veramente si adatta benissimo a tutte le condizioni. Immagino che anche per un eventuale passeggero possa risultare comoda e poi essendo prevista già dalla casa la possibilità di collegare 3 valigie, diventa davvero un ottimo mezzo per viaggi “all’avventura”. L’unico contra è il prezzo: si parte dalla versione base da 15.000€ fino ad arrivare alla non-plus-ultra da 29.000€, una follia se pensiamo che è solo una moto, ma del resto si sa “italians do it better” e la qualità – e l’esclusività – si paga :-D. Chissà, magari un giorno quando si troverà usata a poco e riuscirò a vendere la mia ci farò sicuramente un pensierino, anche se il mio “amore a prima vista” rimane sempre l’Aprilia Tuono – il modello attuale, non il primo uscito…
